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Multitasking: una trappola che ha fatto fin troppi danni

Perché il multitasking non è un vantaggio per la produttività. I falsi miti del multitasking e i danni a livello cerebrale che ne conseguono non sono cosa da poco. Se leggerai fino alla fine vedremo anche quali sono i vantaggi di fare una cosa alla volta. Questo ed altro sulla trappola del multitasking.

Buona lettura!

Immagina questa scena: sei seduta alla scrivania, stai rispondendo alle mail mentre mangi un panino, squilla la notifica su whatsapp: è una tua amica che ti chiede se riesci a raggiungerla per un aperitivo. Tu molli il mouse e inizi a chattare con lei, nel frattempo squilla il telefono, molli la chat e rispondi. E’ un cliente che ti chiede qualcosa, mentre tu lo ascolti gli occhi ti ritornano alla mail e… vabbè, mi fermo qui.

Si pensa spesso che fare più cose contemporaneamente sia collegato ad una maggiore produttività, a sfruttare meglio il tempo, a velocizzare i processi, ad essere più performanti. Ma è davvero così?

Facciamo ordine e iniziamo dal principio. Il significato che da Treccani al termine multitasking è: “‹mḁltitàskiṅ› s. ingl. [comp. di multi- e tasking, agg. verbale di (to) task «assegnare un compito»], usato in ital. al masch. – In informatica, termine equivalente all’ital. multiprogrammazione: questo computer può lavorare in multitasking”.

Siamo tutti d’accordo che l’uomo non è un elaboratore elettronico, giusto? A parte gli scherzi e le battute, nella società attuale essere multitasking ha assunto un’accezione positiva, di caratteristica a cui ambire e di cui vantarsi. Però, se andiamo a studiare bene tale condizione e soprattutto cerchiamo di comprendere cosa avviene a livello cerebrale, di essere multitasking ci dovrebbe passare proprio la voglia.

Nell’attività di multitasking entrano in gioco tanti processi cognitivi quante sono le attività in gioco. Diverse ricerche scientifiche dimostrano che il nostro sistema cognitivo ha risorse attentive limitate. Tutto questo comporta un abbassamento di performance, all’aumentare del carico di informazioni che arriva come input al nostro cervello al fine di compiere azioni e/o prendere decisioni.

Da alcune ricerche condotte sia dalla Stanford University che dalla University of London, è risultato che facendo più cose contemporaneamente si perderebbe la capacità di filtrare le informazioni importanti con la conseguenza di diventare meno efficienti, più lenti e di incorrere in un calo del quoziente intellettivo fino a 15 punti!

Sandra Bond Chapman, neuroscienziata cognitiva (fondatrice e direttrice capo del Center for Brain Health, Dee Wyly Distinguished Professor in Brain Health, e professoressa presso la School of Behavioral and Brain Sciences presso l’Università del Texas a Dallas), ha condotto numerosi studi che hanno dimostrato gli effetti negativi che il multitasking produrrebbe sul nostro cervello. Si, diciamolo chiaramente:

Il multitasking produce effetti negativi sulla struttura del cervello

Gli studi condotti dalla neuroscienziata dimostrano che gli effetti di fare più cose contemporaneamente producono un aumento significativo dei livelli di cortisolo, noto come l’ormone dello stress. Infatti il nostro cervello è programmato per fare bene una cosa alla volta ed il fatto di dovere tenere sotto controllo più attività contemporaneamente fa si che i neuroni, non essendo in grado di dividersi i compiti, li tengano tutti sotto controllo. Ne deriva una sorta di sovraccarico che comunque produce risultati poco rilevanti e imprecisi. Nelle ipotesi estreme questo potrebbe causare ansia e depressione.

Altro effetto negativo nel praticare il multitasking sarebbe dato dal fatto di bruciare più velocemente glucosio ossigenato che serve a mantenere la concentrazione. Per questo motivo quando si pratica il multitasking si è soliti sentirsi stanchi e spossati.

Altri danni causati dal multitasking

Incidenti stradali

Qui non penso ci voglia molto per capire che, per esempio, attraversare la strada guardando lo smartphone o guidare la macchina parlando al telefono o, peggio, scrivendo messaggi siano causa di incidenti stradali. Un pedone su sette è impegnato con lo smartphone quando attraversa la strada (articolo del 2014).

Interferenza nelle relazioni

Immagina questa scena: incontri un amico, vi salutate e iniziate a parlare del più e del meno. Ad un certo punto prendi il tuo smartphone dalla tasca e inizi a leggere un messaggio che ti è appena arrivato (dopo la notifica sonora, ovviamente), abbassi lo sguardo verso il cellulare. Il tuo amico continua a parlare (forse già un po’ risentito!), ma il tuo cervello deve dividersi tra l’ascolto e la lettura del messaggio (e magari anche l’elaborazione di una risposta che scriverai di lì a breve), per non parlare del fatto che prima o poi toccherà a te interloquire con il tuo amico: dirai pur qualcosa! Il tuo amico si infastidisce e… Chiaro, no?

In sintesi, il multitasking può danneggiare le relazioni umane poiché può portare ad un’interazione superficiale, ad una mancanza di attenzione e ad una diminuzione della qualità della comunicazione.

Problemi di memoria

Uno studio del 2016 pubblicato su Psychon Bulletin Review ha evidenziato quanto il multitasking cronico dei media sia associato a una ridotta capacità di attingere al passato – sia esso molto recente o più remoto – per informare il comportamento presente.

Molto semplicemente, quando si svolgono più attività contemporaneamente, il nostro cervello passa freneticamente da un’attività all’altra, concentrando l’attenzione su una cosa per un breve periodo di tempo, anche solo un istante, e poi passando immediatamente ad un’altra. Questo processo può essere stressante per il cervello e può portare a problemi di memoria a breve termine, come dimenticare ciò che si stava facendo o ciò che si doveva fare successivamente.

Inoltre, come già visto, se si tenta di eseguire troppe attività contemporaneamente, si può creare un sovraccarico cognitivo, che può causare problemi di memoria a lungo termine. Questo succede a causa della capacità limitata del cervello umano di elaborare informazioni: se si tenta di fare troppe cose contemporaneamente, il cervello non è in grado di elaborare tutte le informazioni in modo efficace, e di conseguenza alcune informazioni possono essere dimenticate.

Distrazioni

Fare multitasking espone inevitabilmente il soggetto a più attività, dunque a più sollecitazioni e stimoli, offrendogli a sua volta più occasioni di distrazione. La sua capacità attentiva, nel lungo periodo, può essere gravemente invalidata.

Danneggiamento della materia grigia

Soprattutto in riferimento al multitasking dei media (utilizzo simultaneo di più forma multimediali), è stata osservata una minore densità della materia grigia nella corteccia cingolata anteriore, ovvero in quella parte del cervello destinata al controllo cognitivo e alla regolazione delle emozioni. Le conseguenze impattano negativamente nell’esecuzione dei compiti di controllo cognitivo dimostrando, altresì, maggiori difficoltà socio-emotive.

Dopo avere passato in rassegna parecchi danni causati dal multitasking, proviamo a riflettere sui seguenti:

Vantaggi di fare una cosa alla volta, ovvero monotasking

In conclusione, senza voler demonizzare totalmente il multitasking e senza estremizzarne la condizione, occorre aggiungere che non tutte le attività di multitasking sono uguali, causando tutte le volte danni al cervello, come i problemi di memoria. Se le attività sono simili o richiedono poco sforzo cognitivo, il multitasking può essere gestito senza effetti negativi sulla memoria. Magari è bene non esercitarlo spesso e per tempi troppo lunghi, ma stirare ascoltando un podcast o fare jogging ascoltando la musica (non proprio per strada, magari al parco o in pista) non farà certo danni.

Scrivimi nei commenti se fai multitasking, come ti trovi e se senti il bisogno di allontanarti da questa condizione, sarò felice di leggerti.

Buon vento!

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